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Le origini di Castri di Lecce sono abbastanza remote, come testimoniano i tre menhir sopravvissuti alle trasformazioni urbanistiche succedutesi fino agli anni cinquanta. menhir della LuceDi questi tre megaliti, solo uno, situato nei pressi della Madonna della Luce e denominato della Luce, è oggi presente ai margini del centro abitato, inserito in un contesto suggestivo, sulla via che conduce a Lecce. Il Menhir della Croce, è stato distrutto: situato a circa trecento metri dell'abitato lungo la via per Pisignano, fu fotografato da G. Palumbo nel 1910. Analoga sorte è toccata al menhir Aja che sorgeva a circa centro metri dal menhir della Croce in corrispondenza del crocevia più importante di Castri di Lecce.

L'epoca della fondazione del nucleo originario dell'insediamento da cui sarebbe sorta Castri è incerta. (...) Il toponimo deriva dalla voce latina castrum (luogo munito di recinto, forte, castello, fortezza) e sta ad indicare la presenza di truppe romane. Ma le fonti antiche che parlano della città di Castrum, fondata in epoca romana, si riferiscono all'attuale Castro che sorge tra Otranto e Tricase. Più probabile, quindi, che il toponimo abbia origine greca: come sostiene il Rohlfs corrisponde al frequente Καστρί in Grecia, il quale sottolinea la pronuncia locale Castrì e non Càstri.

E' probabile che la via Traiana-Calabra, che in epoca romana congiungeva Brindisi a Otranto attraverso Lupiae (lecce), seguisse un percorso corrispondente, pressappoco, all'asse viario indicato dal Rizzi Zannoni, che, da Lecce ad Otranto, attraversa Cavallino, Lizzanello, Castrì, Calimera, Martano e Carpignano.

Nel 1190 il conte di Lecce, Tancredi d'Altavilla, Re di Sicilia, concesse alla Mensa Vescovile di Lecce il feudo di Castrì che lo mantenne fino al 1262, anno in cui parte di esso venne infeudato ad Oliviero de Lettere (Castrifrancone) e la restante parte, poi denominata Castriguarino, passò a Gugliemo Bonsecolo, dalla cui figlia ed erede Francesca fu portato in dote, nel 1302, a Pasquale Guarini. Da questo momento e fino al tardo Ottocento Castrì fu separata amministrativamente in due unità: Castriguarino e Castrifrancone.

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